La grandezza di Reggio, di USB e dell'attivismo
Una menzione speciale alla mia Città, che il 30 ottobre ha riscoperto la sua grandezza portando oltre un migliaio di persone in piazza.
Una tale partecipazione studentesca si era vista soltanto allo sciopero di ottobre 2025 e, tempo addietro, alla manifestazione dei sindacati studenteschi nel 2013.
Mentre a Reggio si è costruita una mobilitazione straordinaria, lo stesso giorno a Roma si è tenuto un corteo con più di 100.000 persone e oltre un milione in piazza a livello nazionale.
Ed è merito anche dell'USB, cui prendo orgogliosamente parte, che da alcuni anni sta compiendo quel salto di qualità dal conflitto sindacale all'opposizione sociale che si fa struttura.
Le adesioni dalla società civile e di diversi soggetti politici confermano che abbiamo intrapreso la strada giusta e che questo percorso non debba arrestarsi, ma proseguire con fierezza.
Dai diritti del lavoro a quelli sociali, fino alla solidarietà internazionale: nelle nostre piazze c'erano gli agricoltori, gli studenti, le associazioni e i movimenti politici, il tricolore (che ne dicano i fasciopolemisti) e la Palestina.
A Roma ho avuto il piacere di partecipare anche a una tappa importante del progetto Siamo Il 99%: una risposta radicale e trasversale al bisogno di un'agenda sociale e per i diritti che sia coordinata nei territori e in tutte le realtà che rappresentiamo.
Un autunno caldo che chiede risposte all'altezza.
La trasversalità non è rinuncia alle istanze radicali, ma capacità di comunicare: preferire il ragionamento induttivo a quello deduttivo, perché prima della bandiera e del campo di appartenenza sono le azioni a determinarci e a restituire fiducia.
Con il lavoro di avanguardia e nelle retrovie, il messaggio è chiaro ed è stato anche tra le parole d'ordine di USB: riprendiamoci tutto.
Riprendiamoci il futuro, i diritti, lo Stato catturato dalle destre reazionarie e dall'individualismo neoliberale.
Torniamo protagonisti, insieme, per i ceti popolari e il 99% della popolazione.