Il 22 ottobre si è fatta la Storia
Ieri a Cosenza, come in molte città italiane, si è scelto di fare la Storia.
Una risposta forte, che commuove e deve restituirci orgoglio e speranza!
Adesso l'onere per questa e le altre piazze di tenere alta l'attenzione su Gaza e la Palestina tutta, di mobilitarci rapidamente e bloccare questa e altre volte il Paese, come pressione concreta sul governo contro il muro della complicità e indifferenza.
Adesso l'onere di ricordare che non si protesta solo contro Netanyahu e ciò che è avvenuto dopo il 7 ottobre, ma contro un'ideologia criminale e colonialista che è il sionismo, la radice del genocidio cui oggi assistiamo in mondovisione.
La Resistenza va sempre difesa in un contesto di occupazione e senza stato di diritto, sia essa civile o armata, ricordando i sacrifici da cui provengono le nostre democrazie (seppur imperfette).
Chi sta comodo e privilegiato a dispensare odio e benaltrismo sui social, chiunque possa fare il tragitto casa-lavoro senza bombe che cadono sulle strade, non ha il diritto di pontificare sulla Resistenza Palestinese né di altri popoli.
E chi preferisce la mentalità dello schiavo e del "nun c'è nenti", avesse almeno il rispetto e la decenza di farlo in silenzio.
Noi abbiamo scelto fare la Storia, perché non si può più rinviare a data da destinarsi con centinaia di migliaia di vittime.
Se Israele annetterà tutto, bisognerà osare l'embargo totale e l'intervento militare, uno dei pochi esiti auspicabili di una pericolosa stagione di riarmo.
La mia previsione, già azzeccata a ottobre 2023 su boicottaggio e riconoscimento del genocidio, è che queste soluzioni così drastiche diverranno presto popolari sia per l'opinione pubblica sia in certi ambienti istituzionali, perché Israele non intende fermarsi.
Quando la Palestina chiama, l'Italia sa rispondere!